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Fanzine nuovi arrivi
Fanzinoteca d'Italia - Fanzine Italiane nuovi arrivi

Fanzinoteca d'Italia - Mappatura Tesi di Laurea sulle Fanzine Italiane

Intervista a Gianluca Umiliacchi
a cura di Bi.Di.EssE


Ogni volta che, per qualsivoglia motivo, parlo (o scrivo su) di te, ti presento come “l’unico Tuttologo fanzinaro esistente oggi in Italia”. Ti riconosci in questa mia definizione? E, al di là della tua ben nota modestia e spiccato senso dell’umorismo, sei consapevole dell'importanza che ha questa tua “unicità” nel variegato (sconclusionato?) mondo delle fanzine nostrane?
Per iniziare direi che il termine "tuttologo" non sia propriamente il più adatto, del resto tantissimi altri amici, lungo questi anni, hanno avuto modo di coniare i più svariati termini per cercare di definire ciò che faccio, del tipo: fanzinologo, fanzinoman, fanzinista, ecc. Personalmente sono del parere che prima di coniare ed usare un termine, per il lavoro di un individuo, bisognerebbe sapere cosa sia l'operato che esegue; ancora oggi non sono riuscito a comprendere che cosa io faccia!
Comunque, per tornare alla tua domanda, potrei citarti le varie interviste eseguite dai quotidiani e periodici nazionali, o gli articoli scritti su mio "lavoro", e anche da parte loro c'è la ricerca di dare una definizione a ciò che realizzo; costoro si trovano a loro agio usando il termine "massimo esperto"! Ma anche in questo caso non mi trovo molto concorde con questa definizione.
Comunque credo che riuscirò, spero prima di morire, a rintracciare il termine adeguato per definire ciò che faccio (ma poi, in realtà che cosa faccio?)!
Torniamo a noi, quindi come scritto sopra, in sintesi, non mi riconosco molto in definizioni prive di un concretezza legata al ruolo espresso. Io sono stato, e ancora sono, un fanzinaro, so benissimo che cosa indichi il termine fanzinaro e in questo mi ci trovo a mio agio. Chissà, verrà il momento nel quale potrò comprendere meglio anche ulteriori termini per rendere più concreto il collegamento all'operato che eseguo nel campo delle fanzine! Altra cosa è l'importanza delle azioni, iniziative e tanto altro che da anni cerco di portare avanti nel migliore dei modi; tempo e soldi permettendo. Certo, da anni mi muovo in questo mondo, spinto da una passione che si estende e si dilata sull'intero universo fanzinaro, molto più grande di quanto si possa immaginare. Ho realizzato circa 40 mostre espositive lungo il territorio del nostro “italiota” Paese, incontri, dibattiti, workshop, seminari, corsi, testi, saggi, studi, analisi, assistenze a tesi di laurea, pubblicazioni, ecc., insomma un impegno non da poco che ha sempre, e costantemente, trovato linfa vitale nell'appoggio dei fanzinari stessi. Potrà apparire "importante" ciò che realizzo e propongo ma, innanzitutto, l'importanza reale, quella che riveste tutto il mio operato, è relegata alla partecipazione indiscriminata, sentita e spontanea dei tantissimi fanzinari che lungo questi anni mi hanno accompagnato e ancora mi accompagnano; senza di loro non sarebbe esistito nessun Tuttologo fanzinaro!
Per il resto, è vero, a livello ufficiale la nostra società, in molte occasioni, ha potuto rintracciare nella mia figura e nella mia metodologia operativa un punto di contatto per approfondire, conoscere o farsi presentare l'universo fanzinaro italiano. Quindi, non a torto, si potrebbe affermare che una certa importanza in ciò che eseguo esiste veramente.

Sei un punto di contatto tra società e fanzine, ma anche tra fanzine e fanzine. Insomma non pensi che sia stato proprio il tuo operato (mostre, blog, associazione, etc., etc.) a permettere a molti fanzinari di entrare in contatto tra loro per un proficuo scambio di idee, contenuti, materiali, autori, “abbattendo” così il principale problema che affligge le fanzine nostrane e cioè... la scarsa diffusione? Perché se è vero che senza l’aiuto delle fanzine non esisterebbe nessun Tuttologo, è anche vero che senza l’aiuto del Tuttologo molte di loro sarebbero rimaste confinate nel solito giro “dei pochi amici intimi”.
Proprio solo il mio lavoro non credo.
Di certo, dopo il catalogo (Poveri ma liberi), ho saputo da alcuni fanzinari che avevano avuto modo di trovarsi e che erano riusciti ad unificare le energie per migliorare il prodotto, oppure di altri che avevano ricominciato a pubblicare nuovamente la loro testata, sebbene l'avessero cessata anni prima (una di queste era da 7/8 anni che non pubblicava più!). Ancora oggi so, di tanto in tanto, che il catalogo, o altri miei scritti, che si muovono liberi per la rete, sono testi d'aiuto per alcuni fanzinari; pensa quando riuscirò a terminare il libro! A questo proposito ti rendo noto che in un recente contatto, avuto con una persona che mi seguiva dai tempi del catalogo, mi sono sentito definire "leggenda fanzinara"! Premetto che è ormai da vari anni che vengo contattato da persone col desiderio di attivare testate fanzinare... almeno 9 di queste, sono sicuro, hanno avuto modo di attivarsi; al momento sto portando avanti 3 contatti per possibili mutamenti di testate già esistenti e 2 per possibili avvii di nuove testate; che vivrà, vedrà!
Per il discorso proposta e presentazione della realtà legata all'editoria fanzinara nazionale, precisando che non sono il solo che porta avanti questo tipo di attività, ho avuto, lungo l'arco di questi anni, il piacere di riscontrare una nascente attenzione, una ricerca che è stata stimolata anche da parte degli stessi enti locali. In alcuni casi mi sono trovato a confrontarmi con responsabili che possedevano un trascorso di ex fanzinari e che ricordavano con gioia. In quanto al "piccolo orticello personale", il fanzinaro è un comunicatore per antonomasia, si sforza a proporre ciò che desidera rendere noto, senza porsi molti limiti, talvolta impegnandosi fino all'estremo e, per questi motivi, è assodato che, anche gradualmente, sia portato ad ampliare il proprio giro ponendosi in contesti nuovi e dinamici. Forse il mio operato ha avuto, in tutto questo, un piccolo merito, ma non va dimenticato che l'avvento della Rete ha modificato tante ritualità legate all'editoria fanzinara, e tra queste anche la possibilità di ampliare smisuratamente il proprio "piccolo orticello personale". Ora con la nascita dell'Associazione Fanzine Italiane confido di poter rendere più partecipi i fanzinari che lo desiderano e, in particolar modo, di essere un aiuto costante ed attivo per tutti coloro che ne necessitano il bisogno...

A proposito di rete, alcuni sostengono che, con l’avvento dei blog su internet che svolgono la stessa identica funzione, oggi non ha più molto senso parlare di fanzine. Qual è la tua opinione in merito?
Credo sia opportuno precisare che i blog non nascono per ricalcare la funzione (sempre ché possa essere fattibile), delle fanzine. Inoltre, cosa forse ormai relegata nel dimenticatoio generale, all'inizio degli anni '90 si disse la stessa cosa quando la rete diventò di pubblico dominio e i fanzinari, ancora una volta, furono i primi a entrarvi proponendo le loro testate. Cosa successe allora è storia antica, cosa sta succedendo oggi, forse, è più interessante. Preciso che, sebbene io stesso con l'Associazione abbia dato corpo due anni fa ai fanzineitalianeBlog, al momento non possiedo una conoscenza approfondita su questo ambito. È vero che molte testate si sono inserite, come appunto avvenne a suo tempo in Internet, nell'enorme spazio dei blog, però è anche vero che il derivato di ciò non ha nulla da spartire con la testata fanzinara. Bisognerebbe comprendere lo schema che lega la definizione fanzine al prodotto comunicativo; definire fanzine un blog o un sito è totalmente errato, infatti il termine indica il prodotto come la rivista per e dei fans, per questo motivo in Rete non si riscontra l'affermazione di questo termine. In un primo tempo, i fanzinari, definirono il loro prodotto/rete con il termine webzine, ma anche questo termine non definisce adeguatamente il lavoro, infatti rivista in web è il termine più idoneo per tutte le altre testate, quelle ufficiali, che si sono, molto tempo dopo i fanzinari, inserite nella rete e appropriate del termine. Io sono dell'oppinione che sia più opportuno definire questa nuova produzione comunicativa con un termine più adeguato allo scopo, ovvero FanNet (fans in rete).
Per ritornare alla tua domanda, ritengo che il blog, e anche tutte le altre realizzazioni nate dalla rete, non eseguono nessuna identica funzione, anzi, ciò che propongono è molto lontano da ciò che, invece, propone il prodotto cartaceo, e questo è definibile sia dalla differenza del supporto usato, sia dalla fruizione e impostazione del prodotto stesso. Ho avuto modo di trovare nuovamente, con un senso di soddisfazione, inseriti in rete prodotti proposti da vecchi fanzinari (alcuni esempi sono Abastor, Made in Usa, ecc.), e questo è un segno tangibile delle notevoli possibilità che il mezzo può mettere a disposizione. D'altra parte, ho trovato anche, per strano che possa apparire, ragazzi che una volta dato vita ai blog, e anche più di uno a testa, si sentono stimolati a creare una fanzine su supporto cartaceo allo scopo di poter avere uno spazio adeguato per proporre cose che altrimenti all'interno dei blog non possono avere la loro giusta collocazione. Casi strani? Forse, ma molti più di quanti si possa credere. In quanto all'affermazione "oggi con la rete a cosa serve la fanzine?", domanda sentita spesso, è mia modesta opinione che non solo abbia ancora molto senso l'esistenza delle fanzine, non per nulla sono più di 50 anni che esistono, ma che i due media possono si confrontarsi e interagire ma mai annullarsi a vicenda; per chi può ricordarselo, questo dilemma nacque a suo tempo anche per altri media, esempio tra Film vs Tv; la storia ha dato la sua risposta.

Dopo i due blog dedicati per intero alle fanzine, ultimamente hai dato vita anche ad una vera e propria Associazione. Quali sono le motivazioni di fondo che ti hanno spinto ad imbarcarti in questa tua nuova... vorrei dire “iniziativa” ma il termine che mi viene subito in mente è invece “impresa”, sbaglio?
Ah, ah, ah... caro Baldo!
Al solito, io la prendo larga. Impresa è diventato, col tempo, tutto ciò che mi sono trovato a realizzare in relazione al mondo delle fanzine... volente o nolente! In quanto all'Associazione, ci tengo a precisare il fatto che già da anni molti amici mi spronavano a metterla in piedi (da tenere in considerazione che nel frattempo ho partecipato alla costituzione di 4 associazioni culturali e alla partecipazione di circa una 10!!!). Però, c'è sempre un però, come anche tu ben sai, il contesto associativo è la conferma globale di una istituzionalizzazione dell'insieme; cosa che è propriamente il contrario del concetto fanzinaro. Per questo ovvio motivo, in tutti questi anni, mi sono sempre rifiutato di rendere associazione l'ambito fanzinaro nel quale operavo. Allora perché costituirla nell'aprile dell'anno passato? L'ideologia di fondo non è mai venuta meno, però il percorso si è reso più arduo, problema questo dettato all'allargamento esponenziale del lavoro legato alle fanzine e al relativo universo, mi sono trovato in difficoltà per poterlo seguire nel modo più adeguato. Tu hai citato i fanzineitalianeBlog ma sono tante, troppe le iniziative che programmavo senza riuscire a renderle concrete, vuoi per mancanza di tempo, vuoi per mancanza di fondi, e vedersi spesso pronto per poter realizzare iniziative d'appoggio e d'aiuto per i fanzinari ma non averne la possibilità non è una bella cosa... Allora? Mi sono deciso, con l'aiuto di amici fanzinari e no, ho stilato uno statuto relativo alla prima associazione dedicata alle fanzine, fanzinari e il loro universo! Fanzine Italiane - Associazione di Promozione Sociale è qualcosa di anomalo nel contesto delle associazioni, innanzitutto perché per esserne soci e tesserati non si paga nulla, o meglio, si paga con il sudore della fatica legata alla propria passione, che altro si può domandare ad un fanzinaro, sempre sul chi vive per riuscire a stampare il numero successivo? che altro si può domandare ad un fanzinaro che impazzisce come un matto per ricevere in tempo le collaborazioni necessarie? per cercare disperatamente una copisteria che faccia risparmiare anche solo quell'euro in meno? che altro? Sono fermamente convinto che se non si è mai stati fanzinari queste cose non si possono comprendere.
Pertanto, l'associazione prende avvio proprio dalle radici stesse del fare e disfare fanzine e, come riportato qui sopra, non solo tesseramento gratuito per tutti i fanzinari ed ex fanzinari, ma anche tesseramenti onorari per chi si è distinto in questo campo, il primo tesseramento onorario è stato rivolto ad Alfredo Castelli (ma anche altri nomi fanno parte della lista, come Red Ronnie, Enrico Brizzi, ecc.), ed è una associazione aperta e libera, disponibile ad accettare tutti coloro che ritengono voler partecipare a questa realtà. Però questa neo-costituzione non ha risolto tutti i problemi del mio operato, anzi, li ha un po' aumentati. Al momento l'Ass. possiede una propria fanzine interna "Fanzine Made in Italy", realizzata solo in file.pdf e distribuita in rete, però non ho ancora avuto la possibilità di attivare i primi 2 numeri dell'anno passato. Inoltre anche la distribuzione delle tessere è molto a rilento. Comunque, lo scopo primario, legato alla solidarietà e aiuto ai fanzinari, non manca, come non mancano e mai sono mancate le motivazioni che mi hanno spronato in tutti questi anni! Credo che sia ancora un po' presto per trarre alcune considerazioni sull'Ass., di certo è, e rimarrà, un work in progress... aperto e disponibile alla collaborazione con tutti...

Per concludere, il Gianluca Umiliacchi Fanzinaro è in piena attività. Ma il Gianluca Umiliacchi... Autore? A quando un bel fumetto dei tuoi, magari da pubblicare proprio su FL?
Autore? Anche con testi scritti sono un autore, molti sono stati pubblicati proprio da FL, altri sono distribuiti in rete e, alcuni, in periodici o quotidiani; direi che come autore di testi sono in piena attività! Ma tu mi domandi di fumetti... vecchia passione, ma ormai archiviata. Tutto quello che ho fatto in relazione al fumetto, negli ultimi tempi più ricerca sperimentale che altro, sono cose di 15/20 anni fa... non so se mi spiego? Si è trattato di un periodo nel quale pensavo possibile realizzare qualcosa, che si desiderava comunicare al prossimo, tramite il media fumetto, invece col passare degli anni ho avuto modo di accertare che tale cosa fosse possibile solo per pochi autori. Tutto ciò non mi dispiace, anche se talvolta ho il desiderio di realizzare una vignetta o una striscia, ma non avendo neppure il tempo per scrivere i testi richiesti, il tutto è rinviato a tempi migliori.

Tratto dall'aperiodico Fatece Largo n. 43 Ottobre 2006
un sincero ringraziamento al mitico Baldo
info: Fatece Largo

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